Il termine moxa si riferisce alla sostanza impiegata per effettuare la moxibustione, che consiste nel riscaldamento di aree cutanee, sovrastanti punti di agopuntura o percorsi energetici, al fine di ottenere una risoluzione di evento patologico.
Essa viene praticata con ‘lana di moxa’, con il ‘sigaro’, o con i ‘coni’; è composta di Artemisia vulgaris, una specie di crisantemo che viene colto per tradizione il 21 giugno, le cui foglie, specialmente se coltivate nel Qizhou, sono sottili e molto lanose e ritenute della migliore qualità.
Quando è incandescente, l’artemisia penetra nel corpo e nei meridiani, irradiando un calore da 500 a 600° e uno spettro infrarosso, che si è dimostrato molto efficace terapeuticamente.